Anhar Setjadibrata

Anhar Setjadibrata oltre ad essere un albergatore di successo è anche un avvocato e, ancora più importante il proprietario di una preziosa collezione di arte ed antichità della cultura indonesiana.

La sua passione per l'arte e la storia indonesiana iniziò quando era un giovane e molto povero studente di medicina a Java. Egli iniziò la sua collezione di antichità nel 1972 all'età di 25 anni. A quei tempi egli aveva già completato gli studi di medicina e non vedeva l'ora di sostenere l'ultimo esame necessario per svolgere la professione di medico in Indonesia. Prima che potesse farlo nacquero però problemi politici nel paese e l'esame fu rinviato. Avendo molto tempo libero a disposizione Setjadibrta accettò un lavoro come rappresentante di medicinali per una ditta farmaceutica internazionale. Visitò medici ed infermieri in piccoli villaggi lontani da Java.

Durante queste visite, ebbe l'opportunità di visitare Java, Bali, Nusa Tenggara, Timor Ovest, Kalimantan ed il Borneo ed incontrare molti abitanti di queste zone che scartavano pezzi di antichità e testimonianze culturali pensando semplicemente che questi tesori storici fossero cose di vecchio stile, fuori moda.

Setjadibrata pote' ammirare le bellezze naturali di questi villaggi ed i resti della loro ricca storia, cose delle quali purtroppo i locali non si rendevano conto e grazie al suo interesse per la storia egli lavorò, nel suo tempo libero, anche come guida. Un giorno accompagnava un anziano professore europeo che stava studiando il Ramayana. Il Professore chiese al giovane Setjadibrata di accompagnarlo in un punto di Bali dove aveva appuntamento con uno straniero. Il luogo si trovava su una lunghissima spiaggia nascosta tra verdeggianti risaie, vicino ad un antico tempio; ma quello che Setjadibrata meglio ricordava era il tramonto….il più spettacolare tramonto che egli avesse mai visto. Al crepuscolo lo straniero avvicinò il professore e gli consegno' un oggetto: era il Cupu Manik, una ciotola in pietra del XVI secolo che un tempo conteneva l'acqua santa che i sacerdoti usavano per cospargere gli abitanti ammalati dei villaggi. Nonostante ai tempi Setjadibrata fosse un collezionista principiante si rese subito conto dell'inestimabile valore culturale di quel tesoro.

Più tardi, Setjadibrata iniziò a collezionare antichità in competizione con le dozzine di antiquari che dall'estero venivano in Indonesia per acquistare le sue antichità ed i pezzi della sua storia. Per acquisire una conoscenza sempre più approfondita della storia delle antichità e per imparare ad autenticarle Setjadibrata impiegò molto del suo tempo in letture, nelle visite ai musei ed in lunghe discussioni con i suoi colleghi collezionisti.

Col passare degli anni la sua vasta collezione continuava ad aumentare. Dice Setjadibrata: “Ho realizzato che la mia collezione non doveva trasmettere emozioni solo a me ma doveva raccontare a tutti la ricca storia del mio Paese e dei suoi tesori culturali”. Dodici anni dopo decise di far diventare il suo sogno realtà.

Nel 1989 costruì il suo primo “Boutique Museum Hotel”, l'Hotel Tugu Malang, nella città di Malang a Giava Est per esporre la sua ricca collezione. I suoi sforzi erano stati presto premiati: oltre ad essere stato l'unico albergo in Indonesia ad aver ricevuto un premio Nazionale per l'architettura, ad essere annoverato tra i 101 migliori alberghi al mondo, al Tugu Malang è raccolta la più vasta collezione di antichità Javanesi, Cinesi e del periodo del colonialismo olandese.

All'inizio del 1990, per puro caso, Anhar ritrova il Cupu Manik, il prezioso oggetto che per primo accese in lui la passione per le antichità. Nel corso degli anni non aveva mai dimenticato il Cupu Manik ed il luogo dove l'aveva visto per la prima volta: Anhar rivide la bellezza di quel tramonto sulla spiaggia deserta e su questa spiaggia fece costruire l'Hotel Tugu Bali, dove ancora oggi il Cupu Manik è conservato.